Rifaccio questo post su
quello della Patty perché devo dire… avevo deciso di rinunciare a partecipare
questo mese… purtroppo vicissitudini famigliari non proprio bellissime mi
avevano fatto pensare che per partecipare questo mese non solo non avrei avuto
tempo, ma neanche lo spirito necessario, quel misto di piacere alla sfida,
divertimento nel confronto, allegria nello sperimentare orgoglio nell apprendere
il nuovo che mi accompagna da quando ho deciso di partecipare a questo gioco.
Eppure poi i miei Pici li ho fatti, la verità è che la
ricetta mi solleticava e rimaneva nella mia mente in latenza in un angolino e poi,
galeotto fu il post della Roby sulle paste colorate, non ho più resistito. voi
potete capirmi perché come dice Patty l’MTC è un universo ristretto e
circoscritto ad un’umanità splendida, divertente e divertita a cui mi sento
sempre più legata con affetto sincero (cit.).
Tra l’altro ci ho pensato, anche quando non credevo di
partecipare, ci ho pensato molto… Questa pasta povera che canta il legame con
la terra di Siena, volevo che la mia anche cantasse un legame, e se devo
pensare a un legame io penso a quello con Venezia, questa città che mi ha
accolta e stregata nei miei anni di studentessa, che mi ha formata e plasmata
con il suo respiro cosmopolita aperto al mondo. Se devo cantare di un legame io
canto questo, anche se la mia origine viene dal Polesine e guarda al Ferrarese,
due posti che amo molto, ma gli anni della mia formazione e della mia crescita
sono lì, a Venezia, tra calli e fondamenta, in questa città che è ponte tra
mare e cielo, dove la terra centra poco, una città costruita su palafitte, dove
la gente di tutto il mondo veniva accolta con reale apertura. Il veneziano vero
è una bella persona, sorride, caciara e chiama tutti “More” (amore) perché di
amore è fatto l’atteggiamento che ha verso il mondo. Oramai ce ne sono
pochissimi, ma dovessi scegliere, vorrei essere tra loro.
Nella cucina Veneziana non può mancare il pesce, il
mare e il sole e pur essendo terra di fasti Venezia ha anche grande l’abilità
dell’ingegno del popolo, che con poco o niente, una barca e due reti, dalla
laguna traeva il sostentamento. Quindi i miei pici non potevano che essere
così, pici di mare. Bè, mi rendo conto che in questa stagione forse gamberi e
mazzancolle non sono proprio di stagione, ma perdonatemi…
Istruzioni copiate e incollate dalla Patty e seguite pedissequamente, in rosso le mie differenzePer i Pici - 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –
3 sacchetti di nero di seppia (se avete un pescivendolo a cui strizzate l'occhio ve li dà anche gratis, che tanto loro quando fanno quelle pulite li buttano...)
Fate la fontana con le due farine
miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e miscelate mezzo bicchiere d’acqua con il nero di seppia,
versatelo pian piano sulle farine incorporando lentamente con una forchetta. La
restante acqua nello stesso modo fino al necessario. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la
pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate
ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se
necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la
pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti.
Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle
bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e
abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e
fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno
spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate
tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la
pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola
verso l'esterno.
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è
quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano
piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio,
fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi
agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.
Mentre li tiravo li ho fatti lunghissimi,
uno era un metro e mezzo!!! Però ho sbagliato qualcosa perché poi riposando
anche con la farina fioretto si sono un po’ appiccicati e quindi poi si sono
rotti mettendoli in pentola. Di conseguenza sono venuti dei pici cortini, ugualmente
buonissimi ma cortini.
Adesso il sugo!
300 gr di code di mazzancolle
5 gamberoni
1 calamaro piccolo spellato, lavato, pulito e tagliato
a tocchetti.
200 g di pomodorini tagliati in quarti
Zesta di limone
Sale q.b.
Aglio rosa 3 spicchi in camicia
Olio evo 4 cucchiai
Prezzemolo fresco tritato
Mettete in una pentola capiente 2 cucchiai d’olio evo
e 1 spicchio d’aglio, appena l’aglio rilascia l’aroma mettete i pomodorini
tagliati a metà, spolverate di sale, mettete il coperchio e fate andare a fuoco
medio/basso per circa 10 minuti. Spegnete e lasciate coperto.
In un'altra padella scaldate l’olio con l’aglio e
quando è caldo mettete il totano lavato e tagliato a pezzettini, 50 secondi!!! Unite
ai pomodori, mescolate e ricoprite.
Nella stessa padella del totano e con lo stesso
procedimento cuovete anche le mazzancolle e i gamberoni, 3 minuti!!! Unite ai
pomodori, aggiustate di sale, mescolate e ricoprite.
A questo punto il sugo lasciato nella pentola si
amalgamerà ben bene diventando delizioso, voi cuocete i vostri pici in
abbondante acqua salata finchè l’acqua non riprende il bollore e i pici
verranno a galla, a questo punto scolateli e fateli saltare qualche secondo nel
sugo.
Impiattate e spolverate di prezzemolo fresco e di
scorza di limone grattugiata.
con questa ricetta partecipo all'MTchallenge di Gennaio, i Pici





In questo periodo metto nero di seppia ovunque....quindi credo proprio che questa sfiziosa ricetti
RispondiEliminaRicettina...la proverò.
EliminaMi dispiace molto per le vicissitudini familiari e spero che si siano risolte o si risolvano molto presto:
RispondiEliminaIntanto hai piciato e alla grande!
L'abbinamento con il pesce secondo me ci sta alla grande, bello anche il legame con il territorio del tuo cuore.
Lara la tua versione di pici con nero di seppia e crostacei la sento molto vicina non solo ai miei gusti ma anche alla mia tradizione... da napoletana amo il pesce:) splendido piatto:)...
RispondiEliminaSpero che le problematiche familiari si siano risolte..:/ un bacione e buon fine settimana:*
mai usato il nero di seppia...mi fa un po' impressione ma chissà che cosa mi perdo!un giorno lo proverò!prometto!
RispondiEliminanon farti spaventare, può dare molte soddisfazioni e profuma di mare come niente altro
Eliminapici straordinari..spero tutto ok !:)bacione
RispondiEliminaMa che foto! Oh tesoro ma che hai fatto? Sono bellissime. Complimenti. anche per i pici.
RispondiEliminaMi piace un sacco, che ricetta, già i pici mi stavano tentando ma così e poi con questo sughetto!!! Bravissima
RispondiEliminaalice
bravissima, ricetta favolosa Lara. bellissima foto lucente. bello anche il post. ti abbraccio
RispondiEliminaMa che bei colori e contrasti, deve essere ottimo!
RispondiEliminasono molto belli ed eleganti, in nero questi pici, e poi il sapor di mare, di laguna e di Venezia, che meraviglia :))
RispondiEliminaIn bocca al lupo di cuore per quello che stai vivendo, ti abbraccio!
questa era l'interpretazione corretta della sfida: nn un piatto di terra, ma di territorio. E se non c'è il mare a Venezia, nn vedo dove altro potrebbe essere. Hai dato una lettura pertinente e l'hai trasformata in un piatto gustoso, colorato, da festa.
RispondiEliminae per noi, che non ti aspettavamo e che continuiamo a pensarti e a tenere le dita incrociate, è anche un po'un piatto del cuore.
Grazie, cara, davvero
grazie, di esserci
EliminaMa che bel post, ma che meraviglioso blog,complimenti!
RispondiEliminaArrivo da te veramente per caso, ma non ho esitato un attimo a diventare tua follower.
Se ti va passa da me, dolcissimamenthe.blogspot.it, mi farebbe molto piacere.
Ti auguro un bellissimo fine settimana...
A presto...
passerò di sicuro
Eliminavorrei ringraziarvi tutte e rassicuravi, ce la faccio, ho le spalle grosse. Qualche momento di scoraggiamento ma grazie a tutte voi, riesco sempre a trovare un equilibrio. Mi scuso solo perché non avrò tanto tempo in questo periodo, se mi vedete latitante è solo per quello.
RispondiEliminaciao Lara, mi dispiace se non stai vivendo un buon periodo, mi auguro che presto possa andare meglio! La tua interpretazione è davvero originale, complimenti!
RispondiEliminaun bacio e a presto!
Bellissimo piatto, in bocca al lupo! Buona domenica
RispondiEliminaChe bel quadro questi pici!!!
RispondiEliminaGrande contrasto cromatico e preziosissimo sugo.
Un saluto ligure
Fabiana
Ciao Lara questi pici sono bellissimi e originali come le tue foto !
EliminaUn saluto :-)
Ila
Cara Lara, il fatto che tu abbia deciso di partecipare nonostante la difficoltà che stai affrontando, è la prova di come il tuo animo sia forte e positivo. Trovare un momento di fuga e distrazione può aiutare e soprattutto ti dimostra quante persone ti pensino con affetto e da loro ti arrivi grande energia. Il tuo piatto racconta di te in maniera splendida, e parla di una città di incredibile passato, aperta sul mondo ma ancora custode di una tradizione fortissima. Il picio non può che trovarsi a suo agio con un vestito ricco ed elegante come quello che gli hai ritagliato. Complimenti davvero. Un forte abbraccio, Pat
RispondiEliminaprontooooo si può entrare in contatto con i giudici!!!! Questa deve essere la ricetta vincitrice non ci sono dubbi, una rivisitazione di una pasta povera fatta col nero di seppia e tutto quel ben di Dio di pesci e crostacei, per me non ce n'è per nessun altro! foto che divoro con gli occhi, cara Lara! bravissima:)***mony
RispondiEliminaCara Lara, mi dispiace molto che tu stia passando un momento difficile, non lo sapevo e di qualunque cosa si tratti il mio pensiero è con te. E come vedi anche tutto l'MTC ti è vicino, perché sei una bellissima persona!
RispondiEliminaI tuoi pici neri neri che parlano veneziano sono tanto belli quanto immagino buoni!
Un abbraccio forte, Elena
Lara, sono davvero dispiaciutissima del tuo periodo difficile, ma a quanto pare la pici-terapia funziona, perché hai tirato fuori una ricetta da urlo!!!!
RispondiEliminaCara Lara, spero veramente con tutto il cuore che tutto si risolva per il meglio. Sei una persona forte, ma anche i forti ogni tanto hanno bisogno di qualcuno che stia loro vicini. Io lo sono, se ti dovesse servire qualcuno con cui sfogarti.
RispondiEliminaPer ora lasciami dire che sono felice che alla fine hai partecipato al MTC perché le tue parole sono state cibo per l'anima ed il tuo piatto lo é per gli occhi e lo stomaco. Un abbraccio forte
che belli i tuoi pici...io con la pasta sono una mezza frana.
RispondiEliminaGiusto le tagliatelle riesco a fare...sob!
Complimenti, davvero bravissima!
Mi piace moltissimo il nero di seppia! Questi pici sono favolosi!
RispondiEliminaciao
Vale