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La Pasqualina per l’MT Challenge

by Lara

Ebbene sì, vi dedico il post care le mie folli ragazze, perché credo che ieri vi siano fischiate non poco le orecchie in tardo pomeriggio. Lo sò che tanti hanno fatto i salti di gioia al tema del mese, che l’impresa in questione è sembrata loro una passeggiata, che la tradizione è una cosa meravigliosa e via di questo passo andante. 

Io NO! Io non le sò fare le cose tradizionali, mica me le hanno mai insegnate, per me tirare una sfoglia con i pugni è impresa titanica. Soffiare nella pasta con la cannuccia? Ma venite da Marte???

Ve lo dico, ho pensato allo scantonamento questo mese, sì… credevo che zitta zitta, se mi facevo piccolina, magari non ve ne accorgevate…

Ma poi invece, chi lo sa cosa mi è preso da quando ho aperto sto Blog (che io do solito non so neanche dove sta di casa la competizione), la sfida con me stessa nel riuscire a farcela ha vinto e ieri pomeriggio ho preso la bicicletta e sono andata a comperare le Biete, ho recuperato le uova da Nonno Aldo e dalle sue gallinelle belle e mi sono fatta procurare dalla Laura Biologica la ricotta di capra sperando potesse andare.

E adesso sto seduta tutta tronfia e orgogliosa di me stessa per avercela fatta, mentre perfino la nonna è venuta ad assaggiare “sta cosa che è tutto il pomeriggio che vai avanti a fare, ma almeno è buona?” “Buona????? Sublime!!! Però adesso è meglio che alzo il culo che c’è farina anche sul lampadario e finirò di pulire alle 11. Notte a tutte!!!!”
Ricetta della Torta Pasqualina della Milia
Ok, la ricopio dalla Vitto e la metto paro paro, evidenziando i cambiamenti fatti dovuti alla diversità geografica, poi io ne ho fatta il doppio di pasta che non capisco mai perché le dosi mi sembrano insufficienti, così di strati ne ho fatti 3 sotto e 4 sopra e ne ho pure avanzata per questa, così dal non partecipare partecipo pure due volte… ironia della sorte!
Pasta: Impastare 600gr di farina “0” con sale (non specificata la quantità ne ho messo un pizzico, ma il capo ha detto che era meglio se ne mettevo due), 60 gr di olio, 1 bicchiere di vino bianco secco e circa 1 bicchiere di acqua bastante per una pasta morbida (circa 300 gr di liquidi), ma non appiccicosa. Dividere in 10 palline e fate riposare coperta almeno 1 ora, meglio 2. (apro una parentesi, avevo in casa una bottiglia di Vinchef e visto che avete dato il via libera alle erbe aromatiche ho usato quello, la pasta ha sprigionato un profumo delizioso durante tutta la lavorazione e la cottura e lo conserva tutt’ora).

Ripieno: Pulite 1,2 kg di bietole, togliendo quasi tutta la parte del gambo, tagliatele a striscette e saltatele in padella con olio e.v.o. maggiorana e cipolla tritata. Deve asciugarsi bene l’umidità. Lasciare raffreddare. In una ciotola lavorate 250 gr Ricotta di pecora con 50 gr circa di Asiago mezzano D.O.P. grattugiato (concessione al veneto territorio), un pizzicone di Santoreggia (scelta anche perché ce l’ho sul balcone), sale e pepe. Stendete una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 22-24) unta d’olio facendola un poco debordare (ungete anche il bordo della teglia altrimenti la pasta si strapperà quando dovrete arrotolarla) Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia e ripetete il procedimento. Stendete la terza sfoglia e versateci dentro le bietole, sopra stendeteci con un cucchiaio il composto di formaggio. 

Poi con il dorso del cucchiaio fate  4 incavi a distanza regolare e in ognuno rompete un uovo; salate e pepate e versate un filino d’olio su ognuno. Le altre 4 sfoglie devono essere tirate sottilissime e non devono assolutamente avere buchi; io le ho tirate SOLO con il matterello.
Tirate la prima delle quattro sfoglie superiori e coprite il ripieno facendo debordare la sfoglia di lato. Ungete bene la superficie con un pennello o con le dita delicatamente (sotto ci sono le uova intere!!!). Appoggiate la seconda sfoglia, ungete bene, appoggiare al bordo una penna BIC svuotata dell’interno per soffiare aria fra uno strato e l’altro di pasta del coperchio, appoggiare l’ultima sfoglia e ungete anche questa molto bene. A questo punto arrotolare il bordo a cordoncino regolandone l’eccesso con delle forbici se necessario.
Quando è ben gonfia come un palloncino togliete rapidissime la cannuccia e sigillate l’apertura.Infornare a 180° per 40-50 minuti o fino a doratura della pasta.Appena tolta dal forno spennellate delicatissimamente di olio. Raffreddandosi la pasta si ammorbidirà e, se l’avrete fatta abbastanza sottile, scenderà come un velo!

Alla fine della fiera vi dico che era veramente buona, anche se poi oggi, dopo una ripassatina in forno era anche migliore, lo so che oramai dovrei conoscerlo ma il mio forno mi imbroglia sempre, maledetto!

P.S. Mi sono divertita un sacco!
P.P.S. so che le foto non sono in ordine ma un giorno capirò anch’io come fare i foto collage.
Per chi ancora non l’avesse capito (casomai si facesse vedere da un medico, che è preoccupante) con questa ricetta partecipo all’MT challenge di settembre

8 commenti

La Cucina Imperfetta di Giuliana 26 Settembre 2012 - 7:00

Che bel post, mi hai fatto tanto ridere e questa torta ti è venuta un vero capolavoro, faccio il tifo per te!!!!!

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labarchettadicartadizucchero 26 Settembre 2012 - 13:59

Grazie Giuli, non credo le speranze siano molte visti i competitor, la mia è veramente troppo base. Però è una bella soddisfazione già che tu ti sia divertita a leggere il mio post! Oltreché ovviamente essere riuscita a fare sta torta fintamente facile.

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Claudia Tupperwareperamore 26 Settembre 2012 - 11:52

Hai ragione, preparare è niente.. Purtroppo dopo c'è da pulire!! uffi e rimane li.. non c'è nessuno che ti venga vicino e ti dica. non ti preoccupare dopo tutta la fatica che hai fatto, a pulire ci penso io!!! no solo un sogno!!
Vabbè, non mi lamento!!!
Complimenti comunque x la torta è fantasmagorica. bravissima

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labarchettadicartadizucchero 26 Settembre 2012 - 13:57

Anzi… io conosco figli e mariti che pur di non aiutare fanno perfino finta di andare a letto presto…

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Cibo ForMe 26 Settembre 2012 - 14:08

Mio marito invece è talmente infastidito dal disordine che se io, (nota fancaz'), non sistemo, lo fà lui. Per di più non gli preparo mai splendori come la tua pasqualina!
Come? Se ci marcio su 'sta cosa? Io? Nooooo.
E no, non facciamo scambio. A meno che il baratto non sia con la tua splendida torta! 😉 :DDD
Ciao cara!

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Alessandra Gennaro 27 Settembre 2012 - 6:09

Rido- e rido da quando ho visto la didascalia della foto, con quell'opera finita che la dice tutta sullo spirito di questo blog (che, detto inter nos, in un mondo che lascia anche tanto spazio al "guardate come sono bello/guardate come sono bravo" , un po' di sana autoironia è una boccata d'aria fresca)
Sto sistemando le torte arrivare in questi ultimi due giorni e di sicuro sto ripetendomi come un disco rotto, ma tant'è: l'mtc è e resta una sfida difficile. Non "impegnativa": proprio difficile. E stavolta lo è più delle altre, perchè oltre alla tecnica, vi abbiamo chiesto di interpretare una ricetta di tradizione: il che, per molti, ha significato lavoro doppio, con una prima Pasqualina originale, per vedere com'è, e poi una versione successiva, per spingersi un po' oltre.

Intanto, c'è di mezzo una sfoglia- che è sempre roba da far venire un accidente 🙂
Poi, tirata a pungi
Poi, moltiplicata in numero di cinque
Poi soffiata
E poi, parliamo del ripieno e di una cucina povera che cerca di vestirsi da ricca e di un sacco di altre cose, non ultima la pulizia della cucina che in questa casa, spetta a me (l'ultima di mia figlia è che sono io che voglio fare i lavori domestici… lei mi aiuterebbe sempre, se io glielo permettessi: se mi assicuri che hai il cuore forte, ti farei vedere in che condizioni ha di nuovo lasciato la sua camera)
divago, come sempre e ho ancora da andare a vedere la seconda versione: anzi, già che devo correre in ufficio, sistemo questa e per l'altra passo dopo. Ma il tempo per un grazie lo trovo- e pure bello grosso!
ciao

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Valentina Marangoni 27 Settembre 2012 - 15:11

Ciao Lara … e fortuna che non sai tirare coi pugni e soffiare con la cannuccia, è il caso di dire che hai superato te stessa. E' bellissima!!

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Vitto da Marte 29 Settembre 2012 - 13:28

E chi è che ti ha detto che non sai fare le ricette tradizionali? 🙂
mica sono più difficili delle altre, anzi le ricette tradizionali, o meglio quelle "di casa" sono frutto di mille ripetizioni quindi la riuscita più sicura!!!
Purtroppo in rete si trova di tutto, meglio affidarsi a fonti sicure.

………….e hai pure le erbe fresche e le ovette di nonno Aldo e non volevi partecipare?
hai fatto bene a cambiare idea perchè la tua pasqualina è splendida.

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