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Le Tapas Venete, MTC N. 60

by Lara Bianchini

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il giochino ci sta, a Venezia tra calli e campielli si annidano piccoli posti di grande charme nella loro semplicità, gli arredi sono in legno e l’oste spesso è uomo simpatico e chiacchierone, ti offre lo spritz o un “goto de vin” e a occhieggiare sul bancone, ben disposti in golosi vassoi ci sono i cicchetti, non c’è che da servirsi. La gente si arrampica sugli sgabelli al bancone o si accomoda sui tavolini che invadono anche le calli e “ciaccola” e socializza.

L’analogia con le Tapas spagnole di Mai è immediata e all’annuncio del tema c’è stata proprio un’attivazione della sinapsi. 

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Però il rito non è solo propriamente Veneziano, diversamente connotato si ritrova un po’ in tutto il veneto e io, che sento il veneto un po’ come si sente una città d’adozione (cara al cuore perché ti ha accolto ma non propriamente tua) anche se non se ne capisce bene il perché visto che in veneto ci sono nata, ho pensato di celebrarne in questa sfida le tre anime che conosco più da vicino.

  • Quella del basso polesine delle mie origini tra Rovigo e Frassinelle sulle sponde placide del Po’, da lì viene l’ispirazione per il mio pincho, la polenta gialla con il pezzetto di cotechino (rigorosamente di casada, cotto in acqua che da fredda diventa bollente e che sobbolle dolce dolce sempre lì col tremor che esploda e si spatasci nella pentola a creare una brodaglia unta e schifosa) infilzato sopra.
  • Quella della Venezia che mi ha accolto negli anni di scuola, i bacari, l’acqua alta, le camminate con le cartelle piene di disegni sotto al braccio, la nebbia che sale dal canal della Giudecca e i carrettieri che gridano “Occio ae gambe” zigzagando veloci tra le tibie dei passanti. Le botteghe dei colori incastrate tra i palazzi dove si sente l’aroma delle terre colorate e delle polveri pure che mischiate con l’olio creavano tinte indescrivibili e sature. Da lì dovevano venire i bovoletti, carichi d’aglio, che condensano nel loro intenso sapore l’aroma stesso della città, più che un piatto i bovoeti sono un passatempo, per mangiarli ci vuole tempo e bisogna andar con calma,  molti usano uno “steccadente” per estrarli ma gli esperti, praticano un piccolo foro sul guscio col canino e aspirano  dall’apertura principale, in parole povere “ti fa un buseto e ti ciucci”. Purtroppo causa stagionalità ho ripiegato su un avanzo di piatto altrettanto tipico, risi e bisi, che pur questi son fuori stagione ma nella mia follia io congelo sempre un po’ di bisi e anche di sgusse, quindi direttamente dal mio freezer arriva la materia prima.
  • Infine quella più signorile e morigerata di Treviso, città bene, che tra i suoi palazzi medievali vede snodarsi le strade del radicchio rosso del treviso tardivo igp… e da li doveva venire il mio montadito, la fettina di pane con sopra la sopressa e il radicchio rosso tardivo marinato, ma anche qui la stagionalità mi ha fregata e pur avendo bussato alla porta del mio caro amico Gianni, che fa centinaia di vasetti di radicchio rosso marinato ogni anno, son tornata col grasso bottino dei sui funghetti sottolio ma senza il tanto agognato radicchio, vabbé accontentiamoci che gli amici che fan doni succulenti son pochi di questi tempi e quindi noi siamo molto felici di averne e ne godiamo comunque, nonostante le tapas abbiano subito queste modifiche in corso d’opera.

Ovviamente il tutto accompagnato dall’immancabile Spritz!

5 da 2 voti
Le Tapas Venete, MTC N. 60
Preparazione
30 min
Cottura
3 h
Tempo totale
3 h 30 min
 
Piatto: antipasti
Cucina: italiana
Porzioni: 4
Chef: Lara Bianchini
Ingredienti
  • PINCHO - MUSETTO COEA POENTA
  • 1 cotechino di casada
  • 500 g polenta gialla
  • sale grosso
  • TAPAS - RISI E BISI
  • 300 g di piselli sgusciati
  • 2 scalogni
  • 320 g di riso
  • 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 manciata di bucce di piselli
  • sale grosso
  • sale fino
  • pepe
  • olio extravergine di oliva
  • 1 noce di burro
  • parmigiano a piacere
  • MONTADITO - CICCHETTO COEA SOPRESSA E I FUNGHETTI
  • 1 sopressa veneta
  • 1 filone di pane tipo baguette
  • funghi sott'olio fatti in casa non da me
  • e da bere SPRITZ!
  • 1/3 aperol o bitter
  • 1/3 prosecco dry
  • 1/3 seltz
Istruzioni
  1. PINCHO
  2. in una pentola mettete il cotechino coperto di acqua fredda e portate a bollore, fate sobbollire a fuoco dolcissimo fino a cottura, i nostri ci mettono circa 3 ore.
  3. Toglietete dal fuoco, tagliate a fette e servite.
  4. Per la polenta mettete sul fuoco 750 ml di acqua e portate a bollore, versate e pioggia la polenta mescolando con una frusta e aggiungete un pizzico di sale grosso, coprite e abbassate la fiamma, fate cuocere per circa 40 minuti senza mescolare più. Togliete dal fuoco e rovesciate in una ciotola capiente, servite a cucchiaiate insieme al cotechino.
  5. Con le fette avanzate dal cotechino il giorno dopo ricavate dei cubotti e infilzateli sulla polenta, anch'essa avanzata e anch'essa tagliata a cubotti e passate in forno a 180° per circa 5 minuti per intiepidire.
  6. TAPAS
  7. Per prima cosa preparate un brodo vegetale, in una pentola capiente versate abbondante acqua, la cipolla, la carota, il sedano, le bucce dei piselli e una presa abbondante di sale grosso e mettete sul fuoco, portate a bollore, abbassate la fiamma e fate sobbollire dolcemente per circa un'ora.
  8. Filtrate e mettete da parte il brodo vegetale così ottenuto.
  9. In una padella fate soffriggere gli scalogni tritati con 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e quando la cipolla diventa traslucida aggiungete i piselli.
  10. Unite il prezzemolo, un pizzico di sale, il pepe e un mestolino di brodo. Coprite e fate stufare dolcemente i piselli per circa 15 minuti. Tenete da parte.
  11. Scaldate la pentola in cui cuocerete il riso, aggiungete il riso e tostatelo a fiamma vivace per circa tre minuti, mescolandolo spesso. Una volta pronto aggiungete il composto di piselli e scalogni e 3 mestolini di brodo. Mescolate e regolate la fiamma a media potenza.
  12. Continuate ad aggiungere il brodo, un mestolo alla volta, fino a cottura del riso. Spegnete la fiamma, aggiungete il burro e il parmigiano, mescolate con cura e coprite. Lasciate riposare due minuti poi rimescolate con cura e servite.
  13. MONTADITO
  14. Tagliate il pane a fettine, coprite ogni fettina di pane con una fettina di sopressa e qualche fungo sott'olio*
  15. SPRITZ
  16. mettere gli ingredienti nel bicchiere e mescolare, aggiungere ghiaccio o un oliva o una fettina di arancia a piacere

 

Con questa ricetta partecipo all’MTC N. 60 –  di Mai – Le Tapas

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22 commenti

lisa 18 Ottobre 2016 - 11:01

5 stars
Lara che spettacolo!
Quando ho letto la sfida lanciata da Mai ero anche io in estasi, sicura di scegliere la cucina Veneta ricca di spunciotti … poi ho cambiato idea e mi sono fatta prendere dalla nostalgia… vedrai i prossimi giorni!
Un goto alla tua salute e complimenti!
Bacioni
Lisa

Rispondi
Lara Bianchini 18 Ottobre 2016 - 11:04

grazie Lisa, attendo le tue tapas con trepidazione allora… non vedo l’ora di leggerle.

Rispondi
Mila 18 Ottobre 2016 - 11:30

Effettivamente polenta e musetto è un classico e tu l’hai servita divinamente!!!

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Lara Bianchini 18 Ottobre 2016 - 12:05

hihihi, e che buono eh? Filippo con la scusa delle Tapas ha fatto festone domenica…

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Mapi 18 Ottobre 2016 - 19:53

Molto poetica la rievocazione del tuo Veneto, che emerge dai ricordi come un paesaggio dalla nebbia.
E molto azzeccate le tue tapas, che nulla hanno da invidiare alle loro sorelle spagnole!

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Lara Bianchini 18 Ottobre 2016 - 20:49

grazie Mapi, che piacere!

Rispondi
Veronica 18 Ottobre 2016 - 22:40

5 stars
Lara eccomi finalmente
E anche nelle tapas la nostra tradizione la.tradizione italiana nn ci abbandona e fa riemergere sapori e ricordi dai nostri.cuori
Bellissima.proposta complimenti

Rispondi
Lara Bianchini 19 Ottobre 2016 - 9:23

grazie grazie grazie di essere passata di qua

Rispondi
Claudia 20 Ottobre 2016 - 12:05

Ciao Lara, intanto grazie della visita e commento al mio blog.. eccomi qui! Ma tu sei bravissima.. Caspiterina che ricette super! Io adoro questo tipo di sfizioserie :-PPPPPP Un abbraccio e torna a trovarmi :-*

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Lara Bianchini 20 Ottobre 2016 - 17:10

bè prego per il commento, figurati, io vado dove mi porta il cuore… e grazie di essere passata

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lidù 21 Ottobre 2016 - 14:08

beh vabbè, da veneta apprezzo, e non poco!!
ottima idea, davvero.
Ciao!
Lidia

Rispondi
Lara Bianchini 21 Ottobre 2016 - 14:20

grazie mille <3

Rispondi
Mai 22 Ottobre 2016 - 0:30

Ditemi un’atra volta che la cosa del fil rouge vi aveva spaventati…. dai, dilo!!!
A me non sembra per niente.
Avete fatto dei ragionamenti, chi nella memoria, chi nella tradizione, su artisti luoghi, storie, libri… sono veramente soppressa ed entusiasta. Come lo sei stata tu che subito hai avuto il flash dei cicchetti! E ci hai abbinato pure lo spritz!
Vedo che come me pratichi lo sport del “surgeling” di sicuro torna sempre utile, io ho comprato poco fa un nuovo frigo che chiamo “Figo”, perché è enorme, e di conseguenza il frizer pure. Tu pero sei stata anche astuta a surgelare anche le sgusse dei bisi, io non ci avrei pensato, e guarda che surgelo tutto, anche soltanto per fare le prove di cosa succederà una volta scongelato e cotto…
Vedi, sei riuscita a creare delle tapas rustiche e tipiche con sapori decisi, che di sicuro si abbinano bene sia tra loro che in se stesse come nel caso del pincho, l’abbinamento polenta e cotechino lo sento pure mio da tanto ci stano bene l’uno con l’altro, mi ricorda un matrimoni di quelli di tutta la vita. E anche i risi e bisi è uno di quei piatti ormai della cultura veneziana, e tutto ciò che racconti fa capire quanti ricordi e quanto ti ci sei sentita bene in questa terra. E Poi il montadito che anche se il radicchio non è di stagione una soluzione l’hai trovata con i funghi, ma se posso dire la mia, una salsa l’avrei messa per tenere saldi sia i funghi che il salame, metti me come esempio: ho tanta sfortuna e sono così sbadata che al primo morso di sicuro un fungo mi casca.
Senti però, non mi puoi lasciare così… anche se non è di stagione, e giustamente nonl’hai adoperato, me lo dici come si fa questo radicchio rosso del treviso marinato?
E non tentarmi con un altro spritz, perché ti serve altro per farmelo dimenticare!
un baccio grande!

Rispondi
Lara Bianchini 23 Ottobre 2016 - 8:29

ok dai, appena arriva il primo tardivo ne faccio un po’, che il radicchio marinato e una di quelle cose che ti portano all’altro mondo e ritorno, appuntamento da me per degustazione con spritz, ti aspetto, preparero pure la salsa mancante promesso

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Helga 24 Ottobre 2016 - 19:42

Il Veneto regione che conosco poco se non per le famose ville del Palladio, riminiscenze di studio, o una vacanza a Venezia quando ero ragazzina, ma attraverso le tue descrizioni, il tuo “trio” così abilmente legato, mi hanno fatto venire il desiderio di fare armi e bagaglie ed arrivare, perchè avrei certezza di trovare un’accoglienza fatta di “cose” concrete e al contempo ottime! Brava Lara! Un abbraccio e un ronron speciale da Helga e Magali

Rispondi
Lara Bianchini 25 Ottobre 2016 - 8:44

Embé Helga cara, che dirti… ti aspetto se decidi di venire in Veneto ovviamente passi da me!

Rispondi
Alessandra 26 Ottobre 2016 - 18:48

Conosco solo qualcuno dei luoghi che hai citato nel tuo racconto, i ricordi che sono saltati fuori mi hanno riportato al periodo del liceo… Sicuramente la tua è una regione che con molta calma e un po’ di testa in più vorrei tanto visitare di nuovo! Queste tapas poi, sono una più confortevole dell’altra e la voglia di mettersi lì e assaggiarle tutte è davvero tanta! Un caro abbraccio!

Rispondi
labarchettadicartadizucchero 27 Ottobre 2016 - 11:33

Oh Alessandra allora facciamo che ti aspetto eh? Che con calma ce la scopriamo allora. <3

Rispondi
alessandra 30 Ottobre 2016 - 3:04

hai voglia se ci sta, la sinapsi…
Conosco molto bene le tue parti e ogni volta che torno, mi viene una nostalgia che neanche ti immagini, visto che sono legate ad un periodo incasinato, ma comunque bellissimo, della mia vita un po’ raminga. A bere ho imparato proprio li da voi :), nel senso piu’ pieno del termine, con un godimento a 360 gradi che ho ritrovato solo in Spagna, giusto con le tapas. Ma mai ho assaggiato cicchetti buoni come quelli che hai preparato tu, posso dirlo? 🙂
Complimenti davvero (e mannaggia alla stagionalita’, che c’e’ sempre quando non servirebbe!!!)

Rispondi
labarchettadicartadizucchero 3 Novembre 2016 - 12:26

mmmmhhhh concordo, la stagionalità rompe…. grazie Ale

Rispondi
fausta lavagna 7 Novembre 2016 - 16:26

ti invidio gli anni di scuola veneziani e ti frego il piatto vegetariano: risi e bisi. Non posso neanche accompagnare col “cichéto venesiàn”, perché sono astemia. In compenso ho ammirato questo tuo modo di proporre delle tapas che in qualche modo raccontano “chi sei”. Unica. Un bacio

Rispondi
Lara Bianchini 8 Novembre 2016 - 10:39

Grazie Fausta <3

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